ANCHE DALLA CAPITANATA LA MOBILITAZIONE PER I REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

 

Anche se i rischi del nucleare non conoscono confini, la Capitanata, osserva il WWF Foggia, potrebbe essere ancora di più direttamente interessata dai terribili rischi di una centrale nucleare in considerazione dell’estrema vicinanza con Termoli dove è ipotizzata la costruzione di una delle nuove centrali. Il sito di Termoli è presente, infatti, nella mappa delle future centrali fornita dai Verdi nel 2010. Il Governo invece, probabilmente temendo contraccolpi elettorali e sollevazioni popolari, non ha mai rivelato i luoghi destinati alla costruzione di nuove centrali. La prima mappa, accantonata a seguito della vittoria del primo referendum contro il nucleare, comprendeva 52 siti e fu realizzata nel 1979 dal Cnen (Comitato nazionale per l'energia nucleare). Rimangono però validi i vincoli per identificare i siti, quali ad esempio località geologicamente stabili e con molta acqua, il rispetto dei quali non fa scostare molto da quelli elencati dal Cnen nel 1979.

E' un motivo in più, osserva il WWF Foggia, per una mobilitazione dei cittadini della Capitanata per i referendum del 12 e 13 giugno.

Voterà SI ai quesiti referendari chi non vuole centrali nucleari in Italia e vuole mettere finalmente una pietra tombale sul rilancio dell’energia nucleare e chi non vuole l’ingresso dei privati e del profitto nella gestione dell’acqua.

La sentenza della Cassazione, sottolinea il WWF, ha difeso la sovranità popolare confermando il referendum sul nucleare e chiarendo una volta per tutte che lo spirito referendario non può essere aggirato con norme strumentali.

 Diventa ora fondamentale convincere ad andare alle urne la metà più uno degli elettori. Sono ancora troppi oggi, a causa del silenzio televisivo, gli italiani che non sanno dei referendum.

Per il WWF, sono diverse e tutte importanti le azioni che ognuno di noi può fare per convincere amici, parenti e colleghi ad andare a votare.

 Usare la posta elettronica e Facebook per condividere le iniziative referendarie con il gruppo degli amici. Chi non è nostro amico, però, rischia di rimanere disinformato. Chiediamo allora agli amici di Facebook più popolari, che hanno centinaia di "amici", di promuovere il referendum.

Ma è necessario arrivare anche a tutti quelli che non usano internet, che non leggono i giornali, che non sono informati dalla televisione.

Un’idea è fare una lista di amici e parenti che potrebbero ascoltarci. Contattatiamoli e chiediamo loro di fare altrettanto.

Se si ha poco tempo: il giorno prima del voto prendiamo il cellulare e mandiamo un SMS a tutti i contatti.

Andiamo a trovare i vicini oppure infiliamo un messaggio (non anonimo) nella cassetta della posta.

 Frequentiamo un gruppo, un circolo, un'associazione, una parrocchia? Chiediamo di poter parlare dei referendum oppure, se non amiamo parlare in pubblico, parliamo a tu per tu con i singoli membri.

Siamo pendolari? Distribuiamo ai compagni di viaggio un volantino, oppure introduciamo l'argomento nei discorsi.

Per far vincere i SI ai referendum è necessario che ciascuno di noi faccia la sua parte.


 
 
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