E' un motivo in più,
osserva il WWF Foggia, per una mobilitazione dei cittadini della Capitanata per i referendum
del 12 e 13 giugno.
Voterà SI
ai quesiti referendari chi non vuole centrali nucleari in Italia e vuole mettere finalmente una pietra tombale sul rilancio dell’energia nucleare e chi
non vuole l’ingresso dei privati e del profitto nella gestione dell’acqua.
La
sentenza della Cassazione, sottolinea il WWF, ha difeso la sovranità popolare
confermando il referendum sul nucleare e chiarendo una volta per tutte che lo
spirito referendario non può essere aggirato con norme strumentali.
Diventa ora fondamentale convincere ad andare
alle urne la metà più uno degli elettori.
Sono ancora troppi oggi, a causa del silenzio televisivo, gli italiani
che non sanno dei referendum.
Per il
WWF, sono diverse e tutte importanti le azioni che ognuno di noi può fare per
convincere amici, parenti e colleghi ad andare a votare.
Usare la
posta elettronica e Facebook per condividere le iniziative referendarie
con il gruppo degli amici. Chi non è
nostro amico, però, rischia di rimanere disinformato. Chiediamo allora agli
amici di Facebook più popolari, che hanno centinaia di "amici", di
promuovere il referendum.
Ma è
necessario arrivare anche a tutti quelli che non usano internet, che non
leggono i giornali, che non sono informati dalla televisione.
Un’idea è
fare una lista di amici e parenti che potrebbero ascoltarci. Contattatiamoli e
chiediamo loro di fare altrettanto.
Se si ha
poco tempo: il giorno prima del voto prendiamo il cellulare e mandiamo un SMS a
tutti i contatti.
Andiamo a
trovare i vicini oppure infiliamo un messaggio (non anonimo) nella cassetta
della posta.
Frequentiamo
un gruppo, un circolo, un'associazione, una parrocchia? Chiediamo di poter
parlare dei referendum oppure, se non amiamo parlare in pubblico, parliamo a tu
per tu con i singoli membri.
Siamo
pendolari? Distribuiamo ai compagni di viaggio un volantino, oppure
introduciamo l'argomento nei discorsi.
Per far
vincere i SI ai referendum è necessario che ciascuno di noi faccia la sua
parte.