Un tripudio di spighe dorate che ondeggiano al vento. è il Tavoliere delle
Puglie, la porta d’ingresso in questa straordinaria regione per chi proviene
dal nord.
Tra i ciuffi di grano nidificano ancora le ultime galline prataiole.
Qualche acquitrino, preziosa stazione di posta per i migratori, ricorda le
vaste paludi di un tempo e fa da preludio alle famose saline di Margherita di
Savoia, che da qualche anno accolgono i fenicotteri rosa in sosta durante il
loro viaggio africano.
Il Gargano si erge nettamente come un’isola di calcare dal mare di grano
sottostante. A prima vista appare una terra brulla e inospitale e difficilmente
si riuscirebbe ad immaginare la ricchezza di vita e di ambienti che nasconde:
2000 specie vegetali (il 30% della flora italiana) tra cui 20 inserite nella
Lista Rossa delle specie più minacciate in Italia, numerosi endemismi favoriti
dall’isolamento dell’area, 170 specie d’uccelli su 237 in Italia. Tra le vette,
che raggiungono anche i mille metri, e gli altipiani lunari s’insinuano
profondi valloni corrosi da tortuosi torrenti. La Foresta Umbra, tra le più
antiche d’Europa, crea una chioma fitta e impenetrabile ai raggi solari, dando
rifugio al raro capriolo garganico ed all’ormai inusuale gatto selvatico. Tutta
questa ricchezza è, da qualche anno, protetta da un parco nazionale che ancora
oggi stenta a decollare nonostante l’antico impegno del WWF.
Proprio quando il Commissario del Parco del Gargano Stefano Pecorella,
privilegiando la concertazione come metodo di lavoro, ha rimesso in moto l’iter
per dotare l’Area protetta di fondamentali strumenti di pianificazione quali il
Piano del Parco, il Regolamento, il Piano Pluriennale Economico e Sociale ecco che
tornano le argomentazioni da sempre utilizzate dagli oppositori del Parco.
Alcuni politici preannunciano
bellicosamente l’opposizione dei sindaci della Comunità del Parco proprio a
questi strumenti che sono alla base dello sviluppo futuro del Gargano mentre i
cacciatori cercano in tutti i modi di ridimensionare i già insufficienti
confini. Il WWF, sin dall’inizio, ha operato per l’istituzione del parco ed
oggi, anche attraverso iniziative di turismo ecosostenibile, spinge per farlo
camminare con le proprie gambe