Dopo il concerto del 30 giugno nelle Isole Tremiti di Lucio Dalla dal messaggio Il mare più bello è blu. No alle trivellazioni nellAdriatico, le
ricerche petrolifere autorizzate dal Ministero dellAmbiente nei fondali del
mare antistante alle isole diventano, osserva il WWF Foggia, ufficialmente unemergenza
nazionale.
Come si ricava dalla cronaca recente, il
pericolo di una peste nera e oleosa per il mare e la natura delle Tremiti e del
Gargano ancora una volta ha fatto scendere in campo associazioni, cittadini e amministratori
locali di ogni schieramento. Era già avvenuto lo scorso anno e la mobilitazione
aveva costretto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a rivedere la
valutazione ambientale favorevole ottenuta dalla società Petroceltic Italia,
emanazione di una società irlandese, per ricerche petrolifere in un'area di
528,8 km quadrati al largo del tratto di costa compreso tra il Lago di Lesina e
quello di Varano, a ovest delle Tremiti.
Oggi la
minaccia di trivellazioni nel Mar Adriatico tra Puglia, Molise e Abruzzo viene
dalla stessa società che si è ripresentata con unautorizzazione firmata a fine
marzo dai ministri dellAmbiente e dei Beni Culturali per effettuare indagini a
una profondità di 140 metri su un'area di 730 chilometri quadrati a circa 26 chilometri
dalle isole Tremiti.
A seguito
della nuova sollevazione popolare, il Ministro Prestigiacomo aveva promesso una
conferenza di servizi sulla questione che però non è stata più convocata mentre
al contrario nel frattempo sono state autorizzate nuove indagini petrolifere.
Alla luce di
questi avvenimenti, osserva il WWF, sembra proprio, che il Governo non abbia
appreso nulla dalla lezione dei referendum su acqua e centrali nucleari.
Continua, infatti, sulle tematiche che riguardano lambiente e perciò la salute
di tutti, a non ascoltare la voce dei cittadini, procedendo a folle velocità in
direzione opposta, nella direzione cioè apprezzata dalle multinazionali.
Per fermare
questa folle corsa occorrono, pertanto, anche atti concreti di natura legale.
Ad oggi è
stato presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il Ministero dellAmbiente
e la società Petroceltic sottoscritto dal C.S.N., F.A.I., Legambiente, LIPU e WWF
Italia
Le
ragioni del ricorso ha dichiarato lavvocato Angelo Masucci legale del
WWF Italia - sono sia di natura formale sia
di natura sostanziale. Tra le prime rientra il mancato coinvolgimento nella
procedura di V.I.A. della Regione Puglia e del Parco Nazionale del Gargano. Tra
le seconde il mancato approfondimento degli effetti dannosi della tecnica dellAir
Gun, probabilissima causa dello spiaggiamento dei capodogli e di molteplici
squilibri delleco sistema marino, dei rischi di un incidente petrolifero in un
mare chiuso e piccolo come il nostro mare e soprattutto il mancato esame
cumulativo ed integrato dei vari progetti (in totale 11) che la Petrolceltic ha
in corso, Un grande progetto è stato trattato cioè come se ne fossero 11
piccoli, eludendo lo studio del reale impatto cumulativo e delle interferenze
tra loro.
Contro il Decreto ministeriale
126/2011 che autorizza le indagini petrolifere ha presentato ricorso al TAR
Lazio anche la Regione Puglia per non essere stata coinvolta nella procedura di
valutazione d'impatto ambientale (VIA) a differenza di Abruzzo e Molise che però,
in fase di consultazione, hanno declinato l'invito del Ministro ad esprimere il
proprio parere.
Si registrano la delibera della Provincia
di Foggia di costituirsi ad adiuvandum nel ricorso della Regione Puglia e le
decisioni dei comuni di Manfredonia, Rodi, Vieste, Peschici e Vico di impugnare il decreto Prestigiacomo. Ad
oggi però, osserva il WWF Foggia, non sembra che ciò sia ancora avvenuto e
invece è necessario far presto per far sentire con atti concreti un NO risoluto
allo scellerato progetto di installare piattaforme petrolifere nel mare delle Tremiti.
Le
ricerche petrolifere con gli spari di Air-Gun in atto ricordano tanto il
famigerato gioco della roulette russa.
ha dichiarato Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia - Se, infatti, un colpo in grado di indurre onde di tipo sismico confermasse
la presenza di petrolio nel sottosuolo marino, la conseguenza, come avviene nel
gioco della roulette russa, sarebbe
mortale, per linstallazione di trivelle di perforazione del fondo marino fino
a 4000 metri
di profondità. Lindustria petrolifera è unindustria inquinante in tutte le
sue fasi e, pertanto, assolutamente incompatibile con il turismo, la pesca, i
delicati equilibri ambientali e la biodiversità.
Foggia, 04.07.11