LA PROVA!

lettfidcNella Provincia di Foggia la situazione è critica per la presenza massiccia in tutti gli organismi provinciali venatori di rappresentanti d'Ekoclub che, presentandosi come ambientalisti, fanno gli interessi del mondo venatorio.

LEGAMBIENTE, LIPU, WWF hanno intercettato una lettera della Federcaccia che costituisce l’inconfutabile prova di quanto le associazioni ambientaliste hanno sempre denunciato: Ekoclub è una filiazione della FIDC - Federazione italiana della caccia, la nota associazione di cacciatori. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

La lettera mostra che addirittura le tessere d'Ekoclub sono distribuite gratuitamente agli iscritti della Federcaccia.

Ripetutamente le associazioni ambientaliste hanno denunciato la vera natura d'Ekoclub all'assessorato provinciale di Foggia dal quale dipende il settore caccia, chiedendo di verificarne il sistema di reclutamento dei soci. Più volte è stato evidenziato che, senza tale verifica, non era possibile utilizzare il criterio del numero dei soci per l'individuazione dei rappresentanti delle associazioni negli organismi di controllo dell'attività venatoria.

L'assessorato invece ha sempre volutamente ignorato tale denuncia, inserendo, al posto d'autorevoli associazioni ambientaliste, i rappresentanti d'Ekoclub in tutti gli organismi di governo dell'attività venatoria.

La legge 157/92 sull'attività venatoria, nell'indicare la composizione degli Organismi da essa previsti, contempla la presenza delle diverse categorie (cacciatori, agricoltori, ambientalisti, enti locali) in quanto portatrici d'interessi diversi.

Questo criterio, garanzia di democraticità, va rispettato ed ogni tentativo di raggirare la norma per assicurarsi negli organismi pubblici un numero di presenze non previste va impedito.

L'Assessorato provinciale di Foggia che si occupa di caccia, ha invece palesemente fatto una scelta filovenatoria che ha tentato di giustificare chiamando in causa il riconoscimento ministeriale d'Ekoclub.

La realtà è che altri enti locali, come la Provincia di Pisa o la Regione Marche, non hanno ignorato la vera natura d'Ekoclub, escludendone i rappresentanti per non sbilanciare ulteriormente a favore dei cacciatori gli organismi di gestione della caccia.

Una sentenza del TAR della Toscana, convalidata da un'Ordinanza del Consiglio di Stato, ha confermato l'opportunità di tali scelte amministrative, chiarendo che, a prescindere dal riconoscimento ministeriale d'Ekoclub, l'amministrazione pubblica può e deve verificare se l'associazione è realmente portatrice dei valori ambientalisti in seno ai comitati di gestione venatori.


 
 
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