Attivati
adesso!
Copia questo messaggio e inoltralo a tutti coloro che ritieni
opportuno informare, anche per evitare che ignari cittadini, volendo
aderire ad un'associazione ambientalista, si ritrovino arruolati nelle fila dei
cacciatori.
EKOCLUB, ovvero CACCIATORI TRAVESTITI DA
AMBIENTALISTI
Nessuno di voi ha mai sentito parlare dell'associazione Ekoclub
International? Strano! Eppure è l'associazione "ambientalista" più grande
d'Italia: più grande del WWF, più grande della Legambiente, più grande di tutte
le altre associazioni ambientaliste messe insieme. A dispetto del nome dal
sapore anglosassone è italianissima, tanto italiana da annoverare tra i suoi
soci buona parte del milione e mezzo di cacciatori nostrani.
Ma come - direte voi -, la doppietta in mano a degli
ambientalisti? Sì, se pensate che Ekoclub è storicamente legata alla Federazione
Italiana della Caccia. Essa nasce nel 1977 dalla trasformazione della
"Commissione federale per i temi ecologici" della Federcaccia con lo scopo di
<<arginare i primi fermenti dei gruppi ambientalisti che in nome
dell'ecologia assumevano posizioni principalmente anticaccia>>, come
si legge in un opuscolo della stessa Ekoclub. Una nascita, quindi, nel segno
dell'opposizione al mondo ambientalista.
Per molti anni l'obiettivo di ottenere il riconoscimento, da
parte del Ministero dell'Ambiente, di "associazione di protezione ambientale" e
quindi di entrare nel Consiglio Nazionale per l'Ambiente non viene raggiunto. Il
primo statuto, infatti, prevedeva che gran parte degli organi direttivi di
Ekoclub fosse espresso dalla Federcaccia, contrastando con i criteri
ministeriali.
Nel 1989, sotto la presidenza dell'on. Giacomo Rosini, da
sempre federcacciatore, inizia una vasta operazione di maquillage volta a
camuffare la vera natura del sodalizio: cambio del nome in Ekoclub
International, nomina di due donne ai vertici dell’associazione
<<per non lasciare dubbi sul nuovo orientamento>> (quando mai
le donne vanno a caccia?), approvazione di un nuovo statuto, cambio del logo
<<che accentua la presenza animale, l’orsetto e la lince, offrendone
un’immagine gioiosa ed amichevole>>. Tali provvedimenti raggiungono
l’effetto sperato e nel 1992 Ekoclub ottiene l'agognato riconoscimento
ministeriale, seguito da quello di "associazione benemerita" del CONI e
dall'ingresso nel Consiglio Nazionale per l'Ambiente. Il commento di Ekoclub è
entusiasta: <<la rivoluzione si è compiuta. Senza aver mai rinnegato le
origini, senza aver mai preso distanze dal mondo venatorio, senza aver mai
concesso nulla sul piano dei principi, il nuovo Ekoclub ha vinto la sua
sfida>>.
Il riconoscimento ministeriale viene subito messo a frutto:
Ekoclub entra a far parte degli organi di rappresentanza del mondo ambientalista
e, soprattutto, di quelli attinenti alla caccia. Il 28 febbraio 1997 l'on.
Rosini, tornato ad essere il presidente della Federcaccia, scrive ai
responsabili provinciali riguardo alle nomine dei propri rappresentanti nei
comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia, esortando a
<<non dimenticare di usare sapientemente gli spazi conquistati tramite
l’Ekoclub. In particolari situazioni non è da escludere che entrambi i posti
riservati per legge agli ambientalisti possano essere appannaggio di tale
associazione>>. Ormai sono inequivocabili gli intenti della
Federcaccia: esautorare tramite le teste di legno dell’Ekoclub le associazioni
ambientaliste, in modo che non vi sia più alcuna forma di controllo sulla
caccia.
Il pericolo Ekoclub, peraltro, non riguarda solo la vigilanza
venatoria. Recentemente si stanno proponendo anche per la gestione di aree
protette e per attività di educazione ambientale, cercando di accreditarsi nelle
scuole, dove <<i bambini sono condizionati da una visione amicale e
disneiana della natura >> evidentemente deprecabile per
un'associazione favorevole alla caccia.
La vera forza di questo sodalizio è nell'elevato numero di
soci, ottenuti grazie ad un astuto quanto immorale meccanismo: all'esigua
minoranza di soci ordinari si aggiungono quelli "federali" (senza diritto di
voto), cioè quelli che, iscrivendosi alla Federcaccia o ad altre associazioni
sportive convenzionate - principalmente la Federazione Italiana Pesca Sportiva
-, sono automaticamente e, il più delle volte, inconsapevolmente iscritti a
Ekoclub. Con questo sistema Ekoclub è attualmente arrivata ad avere 740 mila
soci! Un numero che le permette di accreditarsi presso le amministrazioni
statali come la più grande associazione ambientalista italiana.
Naturalmente con queste poche informazioni non si pensa affatto
di essere stati esaustivi ma quanto meno si spera di essere riusciti a
focalizzare il meccanismo dei soci federali e il disegno d'Ekoclub: antitesi ai
valori rappresentati dalle associazioni ambientaliste.
INFORMATECI SE CI SONO PROBLEMI NELLA LETTURA DEL FILE.
GRAZIE.
Per ulteriori informazioni:
WWF Foggia
foggia@wwf.it